WALTER DE BENEDETTO: UNA VITTORIA STORICA

AREZZO – Walter è stato assolto. E non importa se ha assunto cannabis superando le quantità consentite dalla legge.

Walter De Benedetto, 49 anni di Arezzo, affetto da 33 anni da una gravissima e dolorosa forma di artrite reumatoide, non era e non è uno spacciatore che coltivava la marijuana per soldi, ma un malato che cercava di lenire un po’ di sofferenza. È una sentenza che fa onore alla giustizia e all’etica quella pronunciata ieri, martedì 27 aprile, dal gip di Arezzo. Anche la pubblica accusa, al termine della requisitoria, aveva chiesto la piena assoluzione di Walter.

Walter De Benedetto Amici Fan

La Terapia

Costretto in un letto della sua casa a Ripa di Olmo (Arezzo) in compagnia della sua gatta Luna, De Benedetto era costretto a cure antidolorifiche anche a base di morfina, che distruggevano il suo corpo e la sua mente. Così aveva deciso di iniziare una terapia a base di cannabis e coltivava nella sua abitazione le piantine. Poi nel 2019 qualcuno lo aveva denunciato ai carabinieri ed era partito l’iter giudiziario, doloroso anch’esso per un uomo ridotto allo stremo delle forze. «Sembrava la fine. E invece…», racconta Walter. E invece ecco arrivare inattesa la solidarietà di decine di migliaia di persone che firmano una petizione, si battono per quell’uomo e per l’umanità. Perché soffrire così non è giusto. «Il dolore non aspetta, ma io sono a posto con la mia coscienza», aveva scritto De Benedetto in una lettera aperta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Walter De Benedetto, affetto da una grave forma di artrite reumatoide, aveva auto-prodotto le piantine per colmare l’insufficienza di farmaci cannabinoidi a lui regolarmente prescritti. La ministra Dadone, delegata alle Politiche antidroga: “Giorno storico”. Il deputato Magi: “Ora liberalizzare”

WALTER DE STEFANO ASSOLTO!

Gli Avvocati

«Ce l’abbiamo fatta – hanno detto i legali Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti, uscendo dall’aula tra gli applausi – Walter è stato assolto perché dichiarato non colpevole di voler spacciare quando invece aveva necessità di consumare per uso terapeutico»

«Siamo molto soddisfatti dell’assoluzione perché il fatto non sussiste. È la soluzione auspicata perché da tempo avevamo chiesto l’archiviazione. De Benedetto non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti e usava la cannabis solo per lenire il dolore dell’artrite reumatoide», ha dichiarato l’avvocato Lorenzo Simonetti, uno dei legali messi a disposizione dall’associazione Luca Coscioni.

Walter De Benedetto avrebbe voluto essere presente alla sentenza, ma poi le condizioni di salute non gliel’hanno consentito. «Ero ottimista, ma è stata dura. Finalmente ce l’abbiamo fatta», ha commentato.

Un Giorno Storico

«Oggi è un giorno storico»: così, in un lungo post su Facebook, la ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone commenta l’assoluzione: «Questa sentenza è naturale, ovvia, scontata così come sono irrazionali le argomentazioni di chi dice che i malati hanno accesso alla cannabis terapeutica in Italia e che va tutto bene – scrive- In Italia ad oggi i malati sono costretti a battaglie legali perché abbiamo troppi legislatori che rifiutano pregiudizialmente un confronto nel merito. Oggi mi sento di festeggiare questa sentenza – spiega la ministra, criticata per aver firmato una proposta di legge per la legalizzazione della cannabis – e lo faccio con un test antidroga del capello. Invito per l’ennesima volta a un atto di coerenza pubblica i detrattori della legalizzazione della marijuana che ritengono `cattivi maestri´ quelli a favore. Abbiate #unfilodicoerenza e fatelo anche voi dimostrando che non c’è ipocrisia in questa vostra posizione».

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